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SONDAGGIO IPR MARKETING PER IL RESTO DEL CARLINO – PROIEZIONI SUL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA BASE DI QUELLO SULLE TRIVELLE


Stima del risultato del referendum costituzionale sulla base della consultazione sulle trivelle.

    È SOLO una simulazione, ma il dato di proiezione sull’esito del referendum costituzionale sulla base del risultato della consultazione popolare sulle trivelle fornisce uno scenario incerto, molto incerto, legato prevalentemente all’affluenza, anche se non è previsto il quorum. Gli scenari possibili sono tre: con la previsione del 54% di affluenza ad ottobre (la percentuale è simile alla partecipazione ottenuta nelle scorse elezioni regionali del 2015) la stima di coloro i quali potrebbero essere a favore della riforma costituzionale sarebbe del 55%. Una percentuale di consenso non così ampia oggi da far ritenere una vittoria sicura e certa in autunno.  


SE INVECE l’affluenza scende al 50% (percentuale comunque corposa per un referendum) lo scenario fa registrare un testa a testa tra i SI (51,8%) alla riforma ed i NO (48,2%). La terza ipotesi prevede l’affluenza in calo al 45%. In questo caso i NO alla riforma supererebbero i SI: 53,8% contro 46,5%. La proiezione è stata elaborata presupponendo degli assiomi, cioè che il 90% dei votanti “Si” al referendum delle trivelle possa votare contro la riforma costituzionale e che al contempo tutti i “nuovi elettori” che non hanno partecipato al referendum trivelle e che si recheranno alle urne ad ottobre potranno votare in massa a favore delle riforme.  


PERTANTO se dall’urna di domenica sera sembra essere emersa una apparente vittoria di Renzi esclusivamente per il non raggiungimento del quorum, bisogna anche fare i conti con il comportamento degli italiani sui referendum che non può essere assimilato a quello delle elezioni politiche o amministrative. Infatti nelle consultazioni referendarie generalmente si reca al voto un elettorato più attivista che segue in misura maggiore la politica e che dà più peso ai propri valori ideologici e convincimenti. Pertanto il profilo del “votante” è mediamente più “estremista” rispetto alla media degli elettori che si reca alle urne alle politiche e amministrative. D’altronde anche il risultato del referendum trivelle ci restituisce questo comportamento visto che l’85,8% ha votato per il Si. Leggendo, quindi, in questa ottica i risultati del referendum trivelle la battaglia sulla riforma costituzionale lascia presagire uno scontro dall’esito incerto e comunque legato al quorum, anche in questo caso. Ma non per stabilire la validità dell’esito.      


*Direttore Ipr Marketing di ANTONIO NOTO* fonte: quotidiano.net      


     

    Sondaggio IPR Marketing - proiezioni sul referendum Sondaggio IPR marketing - referendum costituzionale e trivelle

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