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SONDAGGIO IPR PER IL RESTO DEL CARLINO. LA RADIOGRAFIA DELL’ELETTORATO M5S.

9 aprile_catt

 

Il movimento Cinque Stelle ha superato il 30% dei voti. Se si confronta questo dato con il consenso che raggiunse alle elezioni politiche del 2013 (25,5%) e con quello alle Europee del 2014 (21,1%) si comprende che il partito di Grillo ha conquistato nuovi elettori e simpatizzanti e oggi è diventato il primo partito d’Italia, superando il Pd. È interessante analizzare, però, come il Movimento è percepito dagli italiani e se, al di là dell’alta simpatia che riscuote, in questo periodo ha saputo conquistarsi un profilo idoneo per governare l’Italia o è rimasto ancorato nel perimetro del voto di rabbia espresso come dissenso agli altri partiti tradizionali. Insomma il ciclo di vita del Movimento è passato da partito di protesta a possibile partito di Governo?

Questa risposta merita alcuni approfondimenti preventivi. Prima di tutto è da chiarire che, in questi ultimi anni, è cambiato completamente il profilo demografico dei suoi elettori. Se fino al 2015 il 70% dei votanti aveva meno di 35 anni, oggi il Movimento – secondo i sondaggi di IPR Marketing – è diventato trasversale, raccoglie significativo consenso anche tra gli adulti e gli anziani.

D’altronde se non fosse divenuto elemento attrattore di nuovi target non sarebbe potuto crescere oltre quel 20-25% già conquistato nelle precedenti elezioni. Ovviamente inglobando votanti più anziani è cambiato anche il profilo socio-professionale dei suoi appartenenti. Prima era descritto come il partito degli studenti e dei giovani lavoratori, oggi è aumentata l’attrazione verso altri ceti che in passato si rivolgevano a forze politiche diverse. Per esempio si è incrementata la quota di disoccupati (+20%), di pensionati (+15%), di manager (+18%), di docenti (+22%). Insomma si può affermare che ormai il M5S è diventato un soggetto politico che si rivolge a una popolazione molto diversificata. Questa trasversalità in termini di profili sociali è diventata anche di ordine politico. Probabilmente uno dei punti di forza del Movimento è che all’interno riescono a convivere diverse appartenenze ideologiche, basti pensare che 1/3 dei propri elettori si dichiara di centrodestra e in passato votava Forza Italia, come un ulteriore 1/3 afferma di essere di centrosinistra e, alle precedenti elezioni, ha votato Pd o Sel, oltre a un altro 30% che, invece, non si riconosce in nessuna appartenenza politica e prima della presenza dei grillini preferiva astenersi. La convivenza tra ideologie opposte finora non è mai stata elemento di criticità. Questa particolarità Grillo la conosce bene, infatti è sempre molto attento ad accontentare e a rivolgersi alle varie componenti ideologiche quando propone progetti. Per fare un esempio, nella stessa giornata in cui auspicò la riapertura della case chiuse (argomento caro al centrodestra) disse che l’Italia avrebbe dovuto riconoscere il diritto all’eutanasia (argomento più vicino all’elettorato del centrosinistra). In pratica è come se il Movimento fosse una sorta di ‘consorzio politico’ in cui si aderisce non perché si condivide in maniera totalizzante il progetto politico ma in quanto ogni aderente si riconosce in alcune posizioni, ma non in tutte.

Questo può accadere poiché le motivazioni di voto sono diverse: il 42% lo sceglie in quanto forma di ‘protesta’ nei confronti degli altri partiti, mentre solo il 38% crede pienamente nel suo progetto politico. Comunque, per il 53% degli italiani, è possibile che dopo le prossime elezioni politiche il presidente del Consiglio sia un esponente del M5S, ma è anche vero che il 55% pensa che il Movimento non abbia una classe dirigente in grado di governare. Questa è la sfida di Grillo e forse al suo fondatore è tutto chiaro. Se prima ‘chiamava alle armi’ solo i simpatizzanti e i parlamentari, ieri a Ivrea ha presentato un palcoscenico diverso, ha fatto sfilare gli stakeholders, quelli che dovrebbero essere sia «portatori di idee e progetti» che garanti rispetto ad una classe dirigente che, al di là di pochi parlamentari, non è ritenuta oggi all’altezza di governare. Ecco quindi che gli attori principali diventano nomi e volti della tv e dei media, non di estrema fede grillina, o almeno non dichiarata pubblicamente, ma la cui partecipazione tende a mandare un messaggio agli elettori di rassicurazione che il Movimento è sorretto da un gruppo di persone con alta reputazione. Solo in questo modo si potrà passare dall’essere percepiti partito di protesta ad avere la reputazione per diventare partito di Governo. Forse non è stato un semplice caso che a Ivrea mancava all’appello circa la metà dei deputati grillini.

LE TABELLE

 

IL TREND DEL CONSENSO AL M5S

POLITICHE 2016  IN % EUROPEE 2014 IN % OGGI IN %
VOTI 25,5 21,1 31

 

LE MOTIVAZIONI DI VOTO AL M5S

ELETTORI M5S IN %
LO SCELGO COME FORMA DI PROTESTA CONTRO GLI ALTRI PARTITI 42
LO SCELGO PERCHE’ CONDIVIDO IL PROGETTO 38
Senza Opinione 20
TOTALE 100

 

 

Antonio Noto, direttore IPR Marketing

Fonte Il resto del Carlino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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