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SONDAGGIO IPR PER IL RESTO DEL CARLINO. GLI ITALIANI TEMONO LA GUERRA MONDIALE

IPR 18 APR

 

TRUMP, LA COREA DEL NORD E L’ITALIA

Dieci giorno di fuoco. Per gli italiani aumenta il rischio che ci possa essere una guerra mondiale. Dopo il lancio dei 59 missili dalla portaerei americana verso la Siria, l’ordine dato da Trump di sganciare in Afghanistan la bomba più potente di quelle non nucleare, i messaggi di guerra del Presidente degli Stati Uniti contro la Corea del Nord, nonché le risposte del dittatore coreano Kim Jong-un, negli ultimi dieci giorni la tensione internazionale è salita come da decenni non accadeva. Se nel web una delle parole più ricercate nel corso degli ultimi giorni è stata “guerra mondiale”, il clima di opinione in generale non è da meno ed il livello di preoccupazione degli italiani è aumentato tanto che il 32% pensa che nell’arco di 2-3 mesi ci possa essere un conflitto internazionale ed un ulteriore 15% teme che questo accada nei prossimi 6-7 mesi. Pertanto circa  la metà della popolazione ha paura che a breve ci possa essere una guerra che coinvolga le maggiori potenze del mondo. Tale opinione influisce su più aspetti, da quelli psicologici e di panico collettivo (la paura che questo evento possa realmente accadere) a quelli economici, in quanto si mettono in atto comportamenti che tendono a dare rassicurazioni verso il proprio futuro, come risparmiare il più possibile per poter avere – in caso di guerra – le riserve economiche. Questo non è solo teoria visto che il 55% degli italiani ha risposto – al sondaggio condotto da IPR Marketing – che nei prossimi mesi  – se la tensione internazionale rimarrà così alta – cercherà di risparmiare  per poi poter fronteggiare periodi di crisi generati da possibili guerre. Comunque al di là degli attacchi americani in Siria ed in Afghanistan, il 54% degli italiani non pensa che il pericolo possa provenire da queste due nazioni ma il 67% ritiene invece che la causa scatenante possa essere la Corea del Nord. Il 52% afferma che realmente il dittatore Kim Jong-un possa fare esplodere una bomba nucleare se attaccato dagli americani.

Pertanto è interessante notare come, con la nuova strategia internazionale di Trump sia in parte diminuita la percezione del rischio di una guerra mondiale contro l’Islam ed aumentata in misura significativa la consapevolezza che all’origine di un conflitto internazionale ci possano essere cause politiche (Corea del Nord) e non religiose (Islam e nazioni islamiche). E’ importante evidenziare come gli italiani non si spiegano quali sono i motivi reali dell’attrito tra Stati Uniti e Corea del Nord. Infatti per il 62% le cause sono ignote e solo il 13% mette in risalto che il dittatore Kim Jong-un rappresenta una minaccia verso l’occidente e nei confronti degli interessi americani in quell’area geografica. Bisogna anche sottolineare che quando si respirano venti di guerra gli italiani diventano “pacifisti” e la maggioranza è sempre contraria sia alle ostilità che ad una eventuale partecipazione dell’Italia. Questa opinione che già si è registrata anni fa prima dei conflitti in l’Afghanistan, Libia ed Iraq, si riconferma anche oggi con il focolaio in Oriente. Il 63% degli italiani pensa che Trump non debba attaccare la Corea del Nord ed il 67% ritiene che in caso di conflitto l’Italia non dovrebbe partecipare.

 

LE TABELLE

 

LA PROBABILITA’ DI UN CONFLITTO INTERNAZIONALE

ITALIANI IN %
CI SARA’ ENTRO 2-3 MESI 32
CI SARA’ ENTRO 6-7 MESI 15
NON CI SARA’ 38
Senza Opinione 15
TOTALE 100

 

POSSIBILE CONFLITTO USA-COREA DEL NORD. FAVOREVOLI E CONTRARI

ITALIANI IN

%

CONTRARIO 63
FAVOREVOLE 30
Senza Opinione 7
TOTALE 100

 

EVENTUALE PARTECIPAZIONE DELL’ITALIA AL CONFLITTO USA-COREA DEL NORD

ITALIANI %
CONTRARIO 67
FAVOREVOLE 22
Senza Opinione 11
TOTALE 100

 

Antonio Noto, direttore IPR Marketing

Fonte Il resto del Carlino

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