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SONDAGGIO IPR-RESTO DEL CARLINO. GLI ITALIANI FAVOREVOLI ALLA CHIUSURA DEI PORTI PER ARGINARE L’IMMIGRAZIONE

Dopo il post rimosso relativo all’anticipazione del prossimo libro di Matteo Renzi in cui si diceva che i migranti devono essere aiutati a casa loro si è scatenata la polemica. Che il PD debba trovare una nuova linea strategica per affrontare il problema dell’immigrazione è cosa nota. Nel corso degli anni le opinioni degli italiani sono cambiate e se solo qualche tempo fa la tematica era fortemente ideologizzata, cioè gli elettori del centrodestra erano per fare in modo che gli immigrati non entrassero in Italia mentre quelli di centrosinistra optavano per l’ospitalità, oggi le cose sono diverse.

Un po’ la crisi economica, un po’ il concetto che è stato fatto passare che l’immigrazione è portatrice di delinquenti, un po’ il timore che i terroristi dell’Isis possano entrare in Italia mascherati da profughi, un po’ la paura verso la religione e la cultura islamica, non ultima la sensazione di abbandono generata dall’Europa che ha lasciato completamente sola l’Italia nella gestione dei flussi migratori, insomma tutto questo ha inciso in una evidente intolleranza verso lo“straniero”. Intolleranza che è diventata politicamente trasversale e non più rinchiusa nei vecchi perimetri ideologici destra-sinistra. Pertanto se è scontato che il 62% dell’elettorato del centrodestra è per la chiusura delle frontiere pur di arginare i flussi migratori, meno scontato è che questa opinione è condivisa anche dal 34% di chi oggi vota PD. Andiamo con ordine. In questi giorni il Governo ha lanciato l’ipotesi della chiusura dei Porti per le navi cariche di migranti. Al di là della verifica della fattibilità di questo intento, l’indicatore è che anche un esecutivo di centrosinistra ha l’obiettivo politico di superare il concetto della ospitalità a tutti i costi.

D’altronde su questo fronte l’opinione degli italiani è da mesi a favore di misure drastiche contro l’immigrazione. Nello specifico della chiusura dei Porti il 62% si dichiara favorevole ed il 30% contrario. E’ da notare, però, che tra i favorevoli c’è anche il 34% dell’elettorato democratico ed il 55% del M5S. Questo è un dato che indica, quindi, come la tensione sia molto alta e quindi cresce l’attesa verso provvedimenti che possano almeno arginare il problema.

E’ da considerare anche probabilmente che la reazione “punitiva” verso gli immigrati da parte degli italiani è fortemente fomentata in questi ultimi periodi dal fatto che i cittadini non percepiscono l’Europa come un alleato e quindi prevale il sentimento che l’Italia sia stata lasciata sola. Questo potrebbe aver determinato una reazione sociale che spinge la popolazione a ricercare soluzioni estreme.

Insomma la mancanza di aiuto da parte dell’Europa può aver prodotto un boomerang. Bisogna dire però che qualche mese fa il 44% della popolazione era a favore dei respingimenti a mare. Questa è una procedura diversa nella forma rispetto alla chiusura dei porti ma non nella sostanza, in quanto presuppone la stessa volontà di non fare approdare nel nostro territorio nuovi migranti.

Quindi, sia nelle posizioni del Governo, sia nel rebus del post di Renzi, sembra che il centrosinistra stia facendo una virata sul modo di approcciare la problematica immigrazione, forse anche in  relazione al clima di opinione generale che è sempre più intollerante sull’ accoglienza degli immigrati. D’altronde con le elezioni politiche alle porte è chiaro che i partiti hanno il bisogno di posizionarsi. Non bisogna però dare per scontato che l’eco della problematica immigrazione produca a priori consenso ai partiti che sono più ostili verso l’accoglienza. Si pensi a cosa è accaduto in Francia dove le posizioni estreme della leader del Fronte Nazionale Marine Le Pen sono state sconfitte dalle posizioni più moderate del neo Presidente Macron. Probabilmente il problema non è se un partito è contrario o favorevole agli ingressi ma quello di avere un piano, un progetto che possa far fronte in maniera complessiva e definitiva alla risoluzione. E’ forse questo che manca ai leader politici italiani, schiacciati tra una Europa “sorda” ed elettori che si avvicinano a posizioni sempre più estreme.

Cattura_ 9 luglio

Antonio Noto, direttore IPR Marketing

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