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Sondaggio IPR Marketing per Il Resto del Carlino. La fiducia nel premier cala ancora

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La fiducia in Renzi cala ancora. I 5 Stelle come il Pd al 30 per cento

Noto (IPR): tra i leader di centrodestra la Meloni piace più di Salvini


LE DINAMICHE centrifughe che in questi giorni attraversano la politica italiana sono confermate da un’analisi sulla consistenza dei partiti e sui trend delle leadership. La rilevazione effettuata da IPR Marketing negli ultimi giorni segnala infatti movimenti particolarmente interessanti, destinati con ogni probabilità a modificare in modo significativo gli equilibri del consenso. Innanzitutto, cala ancora la fiducia nei confronti del premier, in discesa nel mese di giugno di ulteriori due punti rispetto a maggio, dal 34 per cento al 32 per cento. Il dato ricalca anche la tendenza in atto attorno al Pd che subisce un’erosione di preferenze e scende al 30 per cento, risultato più basso da quando Matteo Renzi è il segretario. Certo, il premier continua a figurare primo tra i leader: tuttavia, viene tallonato in modo sempre più incalzante da Luigi Di Maio che tocca il 28 per cento avvalendosi di un’ascesa impressionante del Movimento cinque stelle, attualmente accreditato del 30 per cento. Vale la pena di rimarcare questo dato, dal momento che in meno di due mesi questa forza ha guadagnato ben quattro punti percentuali. Anche nell’area dell’opposizione qualcosa si muove: Matteo Salvini, in frenata per la prima volta dopo molti mesi, viene scavalcato nel gradimento dalla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, che diventa dunque la figura più apprezzata nel bacino elettorale di centrodestra.


UN fattore di instabilità rispetto agli attuali equilibri è rappresentato dall’opinione attorno alla legge elettorale e alle sue possibili modifiche. Per effetto delle trasformazioni degli ultimi anni – l’affermazione del Movimento cinque stelle, la perdita di centralità delle coalizioni, la progressiva identificazione dell’elettorato in specifici soggetti più che in più vaste e generiche aree di appartenenza – gli italiani non sembrano avere dubbi e scelgono senza esitazioni il premio al partito (così come prevede l’Italicum) e non alla coalizione. Fino a qualche mese fa questa scelta avrebbe sostenuto la leadership di Renzi e la tenuta del centrosinistra. Attualmente, viceversa, rischia di tirare la volata ai suoi diretti e più temibili avversari. Oggi le intenzioni di voto dimostrano una forte polarizzazione dell’elettorato sui due principali partiti presenti in Parlamento: il Partito democratico e il Movimento cinque Stelle. Entrambe le forze sono accreditate del 30 per cento delle preferenze, anche se caratterizzate da trend molto diversi: il partito del premier è infatti in costante flessione mentre i pentastellati appaiono in evidente incremento. A questo va aggiunto che la contrazione di Forza Italia – in calo di due punti rispetto al mese di maggio, attualmente poco sopra l’8 per cento – evidenzia l’incapacità della galassia di centrodestra di catalizzare i consensi in uscita dal partito di Silvio Berlusconi. Tra l’altro non deve stupire questo calo degli azzurri, già alle elezioni amministrative del mese scorso, se si esclude Milano, Forza Italia è risultata sotto il 5-6 per cento in importanti città come Torino, Roma e Bologna.


IN EFFETTI è proprio una forza estranea alla galassia conservatrice in senso stretto, il Movimento cinque stelle, appunto, a intercettare questi elettori insoddisfatti. Ecco dunque che un sistema orientato a premiare i partiti più forti piuttosto che le eventuali aggregazioni dei soggetti in competizione favorirebbe soprattutto la realtà attualmente in ascesa. Lo confermano i numeri dei possibili ballottaggi: il Pd avrebbe possibilità di vittoria solo in un’eventuale confronto con il centrodestra (al momento poco probabile) mentre in una partita contro il movimento di Di Maio subirebbe una sconfitta con uno scarto di circa cinque punti percentuali, e con un margine che potrebbe addirittura allargarsi. Ma le elezioni sembrano ancora lontane.


Antonio Noto

*direttore IPR Marketing


via: Il resto del Carlino

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