ECCOM COME FACCIAMO I SONDGGI
di Antonio Noto
La rilevazione sulla fiducia al governo e ai partiti di questo mese merita una appendice di carattere metodologico. Nelle ultime settimane si è infatti discusso sull'attendibilità di simili strumenti di indagine, spesso confondendo indebitamente ragioni politiche con quelle di metodo.
Il monitoraggio che IPR Marketing realizza per Repubblica.it costituisce un modello di rilevazione che risponde a dei parametri precisi. La ricerca viene effettuata sottoponendo a un panel di individui (quindi sono sempre gli stessi soggetti che rispondono mensilmente) - rappresentativi della popolazione nazionale per caratteristiche anagrafiche e orientamento politico - un questionario concernente il grado di fiducia riposto nella compagine del governo.
La caratteristica che contraddistingue questa indagine rispetto a quelle realizzate dagli altri istituti risiede nella composizione del panel che, nel corso del tempo, non subisce alcuna variazione dei soggetti rispondenti. La scelta di ricorrere stabilmente ai medesimi soggetti campionati risponde all'obiettivo di restituire con la massima fedeltà la dimensione diacronica della fiducia.
Dunque, l'utilizzo del Panel è lo strumento appropriato per questi particolari monitoraggi che hanno come fine la valutazione del cambiamento dell'opinione, sia in senso negativo che positivo. Ed è per questo che tale cambiamento ha valore se "misurato" sempre sullo stesso soggetto e non su soggetti diversi ogni mese.
La valutazione della fiducia deve essere concepita in chiave temporale e il fuoco dell'attenzione, più che concentrarsi sui valori assoluti dell'indice, deve essere focalizzato sul suo trend, sulla variazione di mese in mese. La valutazione del trend, dunque, più che il valore percentuale, rappresenta meglio l'oscillazione delle opinioni.
D'altronde nonostante il forte impatto mediatico relativo agli avvenimenti che nel corso degli ultimi mesi coinvolgono direttamente o indirettamente il governo e il premier, la fiducia rimane superiore al consenso che i partiti del centrodestra hanno nell'urna e nei sondaggi. Infatti è da notare che nei diversi sondaggi in circolazione il consenso al PDL si aggira tra il 34-37% e quello alla Lega tra il 10 ed il 13%. In totale, dunque 44-50% per il centrodestra. Però qui bisogna fare molta attenzione per interpretare questo dato in senso statistico e non politico. Infatti i rispondenti ai sondaggi sono circa il 70% delle persone intervistate (il rimanente 30% non sa oggi quale partito votare) e quindi la percentuale del 35 o 12% viene calcolata sul 70% che risponde ai sondaggi (o sul 70% che si reca effettivamente alle urne). Invece la fiducia viene calcolata sul 100% degli elettori, cioè comprende il dato anche di coloro i quali non sanno oggi quale partito votare e quelli che non voterebbero, cioè gli astenuti.
Pertanto il valore totale del PDL+Lega che raggiunge il 44-50% tra gli elettori "votanti", rapportato al totale cittadini italiani (elettori votanti e non votanti) diventa 33%. In pratica un cittadino su tre (e non quindi un elettore su tre) oggi voterebbe PDL o Lega. E' questo, dunque, il valore che deve essere confrontato con la fiducia: a fronte del 33% dei cittadini che oggi darebbe il proprio consenso a un partito del centrodestra, il 37% esprime fiducia nei confronti del governo e il 41% verso il premier.
(17 giugno 2010)
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FidMonitor Giugno 2010
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