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Sondaggio IPR Marketing per Il Resto del Carlino. Elettori di Forza Italia, più di destra o di centro?

Sondaggio IPR Marketing elettori di Forza Italia sono più di destra o di centro



Forza Italia, la tentazione centrista - Crescono i nostalgici del Nazareno. Un elettore su due del Cavaliere vorrebbe più dialogo con il governo


IL FUTURO del centrodestra è un’incognita ed al contempo è da comprendere quale sarà la posizione di Forza Italia schiacciata più che mai tra due opzioni: cavalcare l’ondata di destra o guardare al “moderatismo centrista”. Nel ceto dirigente dello stesso partito la discussione è tra chi non vuole rompere l’alleanza a livello nazionale con Salvini-Meloni e chi, invece, guarda in maniera positiva ad un futuro slegato dalla Lega e FDI per ricoprire un’area più centrista e moderata che oggi appare scoperta e non presidiata da altri partiti. A livello nazionale gli azzurri sono quotati da IPR Marketing tra il 10-12%, ma si prevede che in alcuni comuni alle prossime elezioni amministrative potranno anche andare al di sotto della “soglia di accettazione” del 10%.


IL PARTITO, dunque, non è più quello di un tempo: l’originaria capacità di aggregare e inglobare è andata perduta, mentre si è rafforzato un profilo univoco e personalistico, del tutto appiattito sulla figura del fondatore, anche in un momento in cui, per ragioni anagrafiche e di candidabilità, si sarebbe dovuto individuare un nuovo traghettatore. Se la rottura della alleanza con la destra sarà sancita, si potrebbe compiere la definitiva trasformazione di Forza Italia in “Forza Silvio”: un soggetto numericamente più esiguo ma di ispirazione marcatamente moderata che mantiene le distanze da Renzi ma non una contrapposizione totale.


CON l’abbandono nel corso degli ultimi anni da parte del leader dei tratti più polemici e battaglieri, le aree più radicali hanno sviluppato nuovi legami di affinità con gli interlocutori emergenti sulla scena politica. Risultato: negli ultimi due anni il capitale di voti degli azzurri si è praticamente dimezzato, con le componenti di destra, quantificabili in circa il 9% degli elettori persi, in libera uscita a nord verso la Lega di Salvini (+7%), a sud verso Fratelli d’Italia di Meloni (+2%). Questo processo, pur determinando una inevitabile riduzione del potere negoziale del partito, ha consentito a Forza Italia di consolidare un profilo più omogeneo, modellato appunto sull’identità moderata. In ragione di ciò, in occasione della prossima tornata elettorale amministrativa, gli elettori (quelli che oggi sono ancora “pro Silvio” e che quindi non hanno già abbandonato il partito diretti verso Salvini e la Meloni) hanno accolto con favore la scelta di candidature civiche o comunque non chiaramente di destra, come quelle di Parisi a Milano, Marchini a Roma e Lettieri a Napoli. Lo spostamento di Forza Italia al centro, in una posizione più affine alla naturale collocazione Popolare, ridefinisce anche la prospettiva strategica futura e la qualità dei rapporti con l’esecutivo in carica. Interpellato da IPR a riguardo, nell’ottica delle prossime elezioni politiche il 65% dell’elettorato azzurro si ricollocherebbe in una posizione più moderata, mentre solo il 20% preferirebbe che il partito assumesse una fisionomia più di destra. Inoltre, la maggioranza gradirebbe un candidato premier simile a quelli sostenuti alle amministrative: un moderato in grado di misurarsi con Renzi ma “benedetto”, ovviamente, da Silvio Berlusconi.

A ulteriore riprova della trasformazione in corso, va evidenziato che nel bacino elettorale di Forza Italia il 50% dimostra un atteggiamento dialogante verso il governo, dichiarandosi non del tutto ostile all’operato del Presidente del Consiglio. L’elemento di interesse, a questo punto, sta però negli stretti margini di movimento concessi alla forza di Silvio Berlusconi. Nella posizione attuale, immediatamente oltre l’orizzonte dello sguardo, si collocano gli avamposti del dialogo con il governo. La strategia politica di Renzi, periodicamente in frizione con la sinistra del Pd, non offre a Berlusconi i tradizionali appigli propagandistici “anti comunista” e anzi, parrebbe garantirgli notevoli opportunità di sinergia. Per il momento si tratta di scenari che inducono solo a compromettenti tentazioni.  





*Direttore Ipr Marketing di ANTONIO NOTO*

fonte: quotidiano.net      



Sondaggio IPR Marketing - Il futuro di Forza Italia


Sondaggio IPR- Futuro FI




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