GOVERNO IN CALO DI 4 PUNTI E IL PREMIER DI 2.
MARONI CONFERMA IL PRIMATO NELLA
CLASSIFICA DI GRADIMENTO DEI MINISTRI.
IL GOVERNO PERDE 4 PUNTI NELL’ULTIMO MESE E SCENDE AL 46%. AL CONTEMPO LA FIDUCIA IN BERLUSCONI SI ABBASSA DI 2 PUNTI ED ARRIVA AL 56%. TRA I MINISTRI, MARONI (64%, +2) CONFERMA LA VETTA DAVANTI A SACCONI (61%); BALZO IN AVANTI PER BOSSI (+5) CHE RAGGIUNGE IL 50%. IN CRESCITA ANCHE SCAJOLA (52%, +4) ZAIA (44%,+2) E ALFANO (57%, +1). LA FIDUCIA NEI PARTITI CONFERMA AL COMANDO IL PDL CHE SCENDE AL 48% (-2); ITALIA DEI VALORI (-2) SI ATTESTA AL 42%; LA LEGA (31%) RIMANE STABILE, MENTRE IL PD, CHE SCENDE DI ALTRI DUE PUNTI, ,È AFFIANCATO DALL`UDC AL 27% E SUPERATO DALLA LEGA.

ultimo aggiornamento: 20 gennaio ore 11.55
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(Il ministro Maroni)
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Roma, 19 Gennaio 2009 - Il nuovo anno inizia con “segno meno” nella fiducia al Governo (-4% rispetto a dicembre) e contemporaneamente l’appeal di Berlusconi come Presidente del Consiglio subisce un decremento di due punti nel confronto con lo scorso mese. E’ il Governo nel suo complesso, dunque, che ottiene il suo risultato peggiore dall`insediamento, scendendo al 46%.
Nella classifica dei Ministri, ci sono numerosi spostamenti, alcuni particolarmente interessanti. Se il gruppo di testa rimane tendenzialmente invariato, sono i risultati di alcuni singoli ministri a evidenziare efficacemente il sentiment dell`opinione pubblica.
Al primo posto questo mese Maroni (Interni, 64%, +2) conferma e consolida il suo primato, mentre alle sue spalle Sacconi, stabile al 61% mantiene la seconda posizione.
Il sondaggio che l’Istituto IPR Marketing, diretto da Antonio Noto, ha effettuato per conto di Repubblica.it (intervistando, con il proprio sistema esclusivo Tempo Reale, un campione di 1.000 italiani - rappresentativo per età, sesso ed area di residenza della popolazione maggiorenne residente) evidenzia un primo campanello d`allarme per il Governo: dopo la stabilità del mese di dicembre che aveva mantenuto la squadra del Premier sulla soglia del 50%, per la prima volta coloro i quali hanno poca o nessuna fiducia nelle capacità della compagine governativa (49%) sono di più di quelli che ne hanno molta o abbastanza (46%).
Al contempo non è da sottovalutare il dato che la fiducia nei confronti del Premier è di 10 punti maggiore rispetto a quella attribuita al Governo. Questo mese, solo per un ministro su 3 (7 su 21) si registra un segno positivo, e questo pare confermare come la difficoltà dell`esecutivo sia più della squadra che non dei singoli elementi.
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I MINISTRI. Per quanto riguarda i Ministri, infatti si evidenziano risultati di crescita sopratutto per quei membri del Governo impegnati in azioni concrete e non necessariamente conflittuali di riforma, come ad esempio Alfano (Giustizia) il quale con una ulteriore progressione di un punto rispetto a dicembre (quando già aveva raggiunto il suo miglior risultato), sale al 57%, affiancando nel gruppo di testa Giulio Tremonti (Economia); continua invece, dopo mesi di exploit, il momento negativo di Brunetta (Funzione Pubblica), che cala ancora del 2% (51% ), registrando il suo peggior risultato dallo scorso mese di giugno, e viene superato di slancio da Scajola (Attività Produttive) che guadagna il 4%, tornando sopra il 50% (52). Per quello che riguarda la coppia di testa, il trend della fiducia premia la capacità di tenuta di Roberto Maroni (Interni) che guadagna il 2% rispetto allo scorso mese e allunga il distacco da Maurizio Sacconi, (Welfare), stabile. Tra i Ministri premiati, da notare la progressione di Umberto Bossi che è il ministro che registra la maggiore crescita rispetto allo scorso mese (+5%). Il leader della Lega arriva al suo miglior risultato, raggiungendo il 50%. Gli altri ministri che aumentano sono nell`ordine Zaia (+2) La Russa (+1), e Calderoli (+1).
I PARTITI. In questa speciale classifica sulla fiducia ai partiti che sono oggi presenti in Parlamento (da non confondere con le intenzioni di voto), è da notare una coincidenza che forse potrebbe non essere solo casuale. Infatti si registra un coincidente e identico calo del 2% dei partiti maggiori: PDL, IDV e PD. Probabilmente gli scandali politici degli ultimi mesi stanno minando, anche se lievemente, la credibilità del “sistema dei partiti” più che di alcuni partiti in particolare. Se questo trend mantiene inalterata la distanza tra il Pdl, (leader con il 48%) e Italia dei Valori (che segue al 42%), per il Partito Democratico, a conferma di un momento di particolare travaglio interno, questo ulteriore decremento significa essere superati dalla Lega (al 31%) ed essere raggiunti dall’UDC al 27%.
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